ULTRATRAIN - Lungo le rotaie della Freccia del Biferno
Nasce così dopo una chiacchierata con Icks su Whatsapp: "sai che sfizio farsi una bella corsa ultra lungo la vecchia ferrovia abbandonata da Campobasso fino a Termoli...." beh perché farselo ripetere due volte!! Un giro di telefonate e l'unico ad accettare la sfida è Donato, ma è alle prime armi con le lunghe distanze, un pò di timore, inesperienza, ma vuole provarci, il giusto spirito!
Ore 7 del mattino di una bellissima giornata di dicembre e siamo in strada, anzi sui binari dove pochi anni addietro il treno denominato Freccia del Biferno n°2357 percorreva su e giù la linea Termoli-Campobasso sin dal lontano 1882 anno di costruzione della ferrovia. Non sappiamo se è percorribile a piedi, lo stato è in completo abbandono ma in alcuni punti sono attivi cantieri di ripristino che dovrebbero riportare in "vita" la linea .... forse tra qualche milione di anni!!
Non è certo facile correre sui cordoli della ferrovia, si alternano in legno e poi in cemento, delle volte scivolosi, delle volte vuoti delle pietre riempitive che lasciano buchi profondi, un passo falso e ti rompi una caviglia. Stazioni abbandonate come quella di Ripalimosani e Campolieto, ben strutturata quella di Matrice dove lavori di rifacimento sono a vista d'occhio, anche se vuote di passeggeri e di treni.
Ci sono tratti che sono impercorribili, i rovi di spine grossi come tronchi e che ti feriscono ad ogni passo, alberi che ricrescono in mezzo ai binari, volpi e caprioli che ci attraversano lungo il percorso, è la natura che si riprende i suoi spazi. Spazi immensi, colline spoglie d'inverno e paesi che scorgiamo da lontano, sudore e poi freddo negli angoli dove il sole non batte, cadute per il gelo, risate e lunghe chiacchierate.
Attraversiamo ponti militari sospesi tra una collina e l'altra, contiamo le innumerevoli gallerie, i chilometri aumentano di volta in volta, ma la corsa è tranquilla, è un pò come raggiungere quella calma interiore che i monaci cercano per ore nella loro pratica quotidiana, mentre le tue gambe macinano chilometri. Non è una fuga dalla fatica questa, è un modo per viverla appieno rendendola parte dell'esperienza. Quando sei pienamente presente, la corsa smette di essere solo un mezzo per arrivare da qualche parte e diventa un fine in sé. Ogni passo è la destinazione!
Arrivare a Casacalenda è stata una bella sfacchinata, la corsa continuamente irregolare e il continuo spostare rovi di spine ci stà leggermente deconcentrando, sapevamo che gli intoppi potevano esserci, ci abbiamo provato in ogni caso! Intanto passano le ore, facciamo delle pause snack, telefonata a casa e ripartiamo, poi di nuovo a camminare e correre.... La nostra è una celebrazione del movimento, della perseveranza e delle storie che emergono quando le persone si spingono oltre il conforto. Si tratta del viaggio, di momenti di trionfo e di momenti in cui vacilli, si tratta di trovare il ritmo nel disagio e di rendere conto che il progresso spesso sembra più perseveranza che gloria.
La strada per Termoli è ancora lunga, mancano pressappoco un 40 km a fronte di altri 40 già percorsi, l'uscita sarà nei pressi dello zuccherificio di Termoli in zona Portocannone, subito dopo la linea ferroviaria tornerà attiva lungo i binari del Gargano. Donato mi confessa di essere stanco e che non se la sentirà, subito dopo, di arrivare fino alle piane di Larino che ci condurranno alla fine del viaggio. Mi sembra anche giusto accogliere la sua decisione, la sfida deve essere portata a fondo in due e se lui non se la sente dobbiamo rinunciare entrambi.
Superato Casacalenda e la frana subito dopo, decidiamo di comune accordo di arrivare a Larino e chiudere con la giornata davanti ad una bella birra. E' stata una bella esperienza, aver condiviso una giornata magnifica con un ottimo compagno di viaggio, ma sicuramente ci riproveremo anche perché la linea del traguardo non è stato tagliata ;)
Chi corre sulle lunghe distanze sa bene che la corsa è prima di tutto un viaggio. Una dimensione interiore prima ancora che fisica. Una prova nella quale gli elementi fisici si mescolano agli imprevisti. Durante il viaggio del rientro verso casa ripenso a quella frase letta da qualche parte....
SI PUO' SEMPRE ANDARE OLTRE. OLTRE NON SI FINISCE MAI!




























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